rivista di gnomonica... e dintorni


 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

Editoriale del n. 28

Cari lettori, eccoci al numero 28, puntuali al nostro appuntamento d’agosto, a condividere con voi quanto è arrivato alla nostra Redazione, sperando di allietare, per quanto possibile, le vostre letture vacanziere.

Quando vi accingerete a scaricare dal nostro sito il pdf del nuovo numero ed il Bonus associato, noterete che la grafica delle pagine è notevolmente cambiata. La ragione è dovuta al fatto che stiamo cercando di ovviare ai problemi di download che molti lettori ci hanno segnalato. Questa nuova versione è probabilmente meno elegante della precedente ma dovrebbe anche essere più efficace: fateci sapere la vostra opinione. Probabilmente nel prossimo futuro assisterete ad una nuova evoluzione del sito grazie all’aiuto che un amico ci sta fornendo. Vi terremo informati.
Ma vediamo in breve gli autori e i temi che vi attendono.

Francesco Caviglia ci parla delle oltre 200 meridiane che Thomas Ross e David Mac Gibbón hanno descritto a fine Ottocento nella loro monumentale opera sull’architettura in Scozia dal XII al XVIII secolo: 150 pagine (qui offerte tra i Bonus) che per gli gnomonisti del Regno Unito sono un riferimento fondamentale, ma che sono poco conosciute in Italia.

Giuseppe De Donà e Mauro Giongo hanno collaborato nel recupero di due antichi orologi solari su una chiesa del Trentino e ci parlano degli aspetti tecnici e gnomonici che hanno affrontato.

Due gli articoli di Giuseppe Flora: il primo con nuove notizie sulle due meridiane realizzate a metà Ottocento da Giovanni Follador sul campanile del duomo di Valdobbiadene; il secondo che presenta interessanti curiosità sull’orientamento delle chiese nel Veneziano, emerse durante il ripristino di una meridiana a Spinea.

Non manca Alessandro Gunella che presenta tre contributi : uno studio sul metodo proposto da Schoener per la costruzione di orologi solari su superfici cilindriche; una guida su come ricostruire le linee orarie mancanti di una vecchia meridiana, sfruttando una proprietà della geometria proiettiva: l’involuzione; e infine un contributo breve con il quale aggiunge una ‘variante’ al MODULO per il progetto rapido degli orologi solari, da lui già presentato al XXII Seminario Nazionale.

Michele T. Mazzucato propone un excursus storico sui metodi per la determinazione della longitudine geografica: dal metodo delle eclissi e delle distanze lunari, al metodo delle lune gioviane, per arrivare infine al metodo cronometrico.
Mario Sommaruga e Nicola Scarpel presentano un semplice ma interessante strumento: un anello di Ipparco ‘evoluto’, utile ai fini didattici e che genera suggestive configurazioni di ombre nel corso dell’anno.

In un contributo breve, Francesco Caviglia presenta il foglio Excel che ha predisposto (e che offre tra i Bonus) per poter riportare più facilmente sul muro una serie di punti calcolati, trasformando le loro coordinate ortogonali nelle distanze da due punti fissi di appoggio.
Segue la consueta rassegna di riviste di gnomonica (ben 9 numeri, di 7 testate) e la recensione di 2 libri, uno delle quali è un corposo (e costoso) volume sulla storia dell’orologeria, al quale ha collaborato anche Mario Arnaldi.

Nelle notizie gnomoniche trovate: l’inaugurazione ad Aiello del Friuli di un originale monumento gnomonico dedicato a Enzo Bearzot; un esempio di “gnomonica creativa” tratto da un quotidiano di circa quarant’anni or sono; l’intervento di Roberto Baggio all’Osservatorio Astronomico di Varese su "La Misura del Tempo".

Chiude il numero l’usuale Quiz, che ha di nuovo come protagonista la bizzosa Luna.

Vi auguriamo buona lettura!

La Redazione

 


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