rivista di gnomonica... e dintorni


 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

Editoriale del n. 39

Cari lettori, con questo numero di aprile non siamo arrivati in tempo ad augurarvi una buona Pasqua, ma siamo sempre in tempo per augurarvi una buona prosecuzione di Primavera e un buon ingresso in Estate.


Questo numero è relativamente sottile, probabilmente anche perché gli gnomonisti italiani sono stati distratti dalla preparazione delle memorie per l’imminente Seminario Nazionale che si terrà a Matelica a metà maggio, ma presenta comunque nove articoli, anche grazie al contributo di alcuni autori stranieri.


La serie degli articoli è aperta da Riccardo Anselmi, che ci ricorda un metodo del passato per il rilevamento della declinazione gnomonica di una parete; la particolarità del metodo in questione è quella di non necessitare di un preciso riferimento, cosa che in passato non era facile da avere.


Segue un articolo di Sébastien Bérriot, tradotto dalla rivista francese Cadran Info, che descrive un orologio su superfici polari, a forma di fiore: una struttura elementare nel suo insieme, ma accompagnata da dettagliate informazioni su come costruirlo.
 

Il complesso orologio solare a riflessione del Liceo Stendhal di Grenoble è uno degli oggetti gnomonici più conosciuti e descritti; la nostra rivista non ha però mai pubblicato qualcosa in proposito. Proponiamo perciò
una sua breve descrizione, scritta da Catherine Becquaerd per la stessa rivista francese di cui sopra.
 

Quirino Alessandro Bortolato ci presenta poi un articolo non strettamente gnomonico (ricordiamo che la nostra rivista e dedicata a "gnomonica… e dintorni") ma affascinante per chi è comunque interessato al computo del tempo o agli algoritmi matematici del Medioevo.
 

Andrea Macco ci offre la seconda puntata della sua rassegna sugli orologi solari realizzati in Valle d'Aosta, verso l'inizio del secolo scorso dal Capitano Enrico d'Albertis, corredata di interessanti disegni originali e di fotografie del tempo (e l'autore promette una ulteriore puntata).
 

Giuseppe Flora tratta un argomento non certo nuovo, ma sempre interessante per la storia della misura del tempo: le parentele tra i quadranti degli antichi orologi da torre e i quadranti degli orologi solari, illustrando il suo articolo con alcune belle fotografie.
 

Alberto Nicelli è presente con due articoli che descrivono: un originale astrolabio da lui ideato e un metodo da lui messo a punto per la rilevazione dell'orientamento di una parete, basato sulla tecnica usata dai navigatori per "fare il punto" della nave.
 

Un articolo dello gnomonista spagnolo José Luis Tetuán Goñi torna sul problema della determinazione dell'ora della preghiera Asr, di cui ci siamo occupati nei tre numeri precedenti. Tetuán Goñi lo fa adottando il formalismo matematico descritto nel suo libro sulla Gnomonica Vettoriale, recensito in questo stesso numero della rivista.
 

I libri recensiti sono due: uno, di José Luis Tetuán Goñi tratta del progetto e analisi degli orologi solari con il formalismo vettoriale; l'altro, di Carlo Burin, è dedicato agli orologi solari dell'antichità.
 

Tre le notizie gnomoniche: l'inaugurazione di una nuova meridiana monumentale ad Aiello; la sintesi della conferenza online per il World Sundial Day e una nota sul nuovo gruppo Amici delle meridiane aperto su WhatsApp.
 

Chiude il numero l'usuale Quiz, accompagnato dalla soluzione di quello proposto nel numero precedente.
 

I Bonus digitali questa volta sono solo tre: e riguardano l'orologio a Rosetta, il libro di Tetuán Goñi sulla gnomonica vettoriale e gli indici aggiornati della nostra rivista e dei Seminari Nazionali.
 

Buona lettura a tutti

La Redazione

 


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