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dal n. 1 al n. 24


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Editoriale del n. 24

Cari lettori, con aprile arriva il numero 24 della nostra rivista, e ancora ci stiamo confrontando con questa odiosa pandemia che sta rubando letteralmente ‘il breve tempo di nostra vita’. Tutto è sospeso, rimandato a tempi futuri: non ci resta che tener duro sperando in un veloce prossimo superamento del problema grazie al vaccino. Intanto consolatevi con la lettura e inviateci i vostri contributi, le vostre proposte, le vostre critiche in modo che la rivista diventi sempre più centro di approfondimenti e nuove idee…

Anche questo numero è ricco di interessanti articoli e contributi dal variegato contenuto.
Chi ha fatto tesoro del prolungato isolamento, cui ci ha costretto la pandemia, è Riccardo Anselmi che ci coinvolge anche emotivamente nella realizzazione di un orologio a riflessione sulla parete interna del suo studio: oltre ad usuali linee orarie e alla lemniscata del tempo medio, sono presenti alcune linee riferite alla Luna.

Gim Bonzani ci ricorda la figura dell’amico gnomonista Mario Damonte, ne riassume la vita personale e professionale e descrive alcuni strumenti da lui costruiti per disegnare orologi solari verticali.

Riprendendo un’idea già esposta al Seminario di Gnomonica del 2011, sul calcolo di un orologio che indica le ore al tramonto “vero”, ovvero quelle consentite dal profilo dell’orizzonte, Gian Casalegno ci propone le sue prime realizzazioni.

L’ esperienza didattica, proposta da Paolo Gallo nel suo articolo, ci mostra come gli orologi solari possono offrire un utile e divertente argomento per esercitarsi nell’uso di un software come CAD 3D, rendendo possibile tracciare diversi tipi di orologi solari senza doversi impegnare in calcoli complicati.

Un articolo di Reekmans presenta e analizza due orologi solari verticali, progettati dal compianto Aimé Pauwels (modelli n. 68 e n. 69). I due orologi, già presentati in articoli di riviste straniere, caratterizzati dall’avere due gnomoni polari e i punti orari disposti lungo un’ellisse, hanno sollecitato molta curiosità ed interesse. Due altri articoli infatti si occupano di questi singolari orologi: uno, a firma di Alessandro Gunella, illustra una serie di considerazioni teoriche che giustificano e generalizzano il metodo usato nella loro costruzione richiamandosi agli eleganti teoremi della geometria proiettiva, l’altro, di Elsa Stocco, esplora e ricostruisce gli orologi sfruttando le potenzialità dinamiche di Geogebra.

Non manca la fantasia e l’inventiva di Fabio Savian che affronta lo studio dell’orologio bifilare equiangolo e ne sviscera le complessità con un approccio essenzialmente geometrico, senza trascurare gli aspetti fondamentali del calcolo: una base di partenza per affrontare l’orologio multifilare che segnala un solo orario, ma può fare a meno del quadrante e usare come schermo una superficie con qualunque orientamento e forma.

Si arricchisce la rubrica dei “Contributi brevi” dove troviamo un “Ricordo di Edmondo Marianeschi” curato da Gian Casalegno e Renzo Righi: una cartella, presente nei Bonus, raccoglie i suoi scritti. Seguono Enrico Del Favero con “Calendari e linee meridiane” e Mauro Giongo con “El botesèl de l'asé (Orologio Solare di altezza)”.

Si conclude con questo numero il lungo itinerario che ci ha guidati alla scoperta degli Orologi solari a Torino di Emanuela e Giovanni Bosca.

Tra le consuete recensioni, quella relativa a una ghiotta novità editoriale: la pubblicazione dei 5 volumi in cui Fred Sawyer raccoglie i suoi studi gnomonici pubblicati in una lunga e proficua carriera.

Auguriamo a tutti una buona lettura!

La Redazione


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