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Orologi Solari n. 12
dicembre 2016


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Editoriale del n. 12


Carissimi lettori, numero molto ricco di articoli e "Bonus".

In copertina le riproduzioni delle sfere di Prosymna e di Matelica realizzate da A. Pantanali e O. Zorzenon che continuano ad incuriosire anche i moderni gnomonisti. Tutti coloro che fino ad oggi hanno studiato questi reperti hanno ovviamente cercato di interpretare a modo loro ciò che forse rimarrà per sempre ignoto. Recentemente O. Feustel ha presentato su "The Compendium" alcuni interessanti articoli circa la sfera di Prosymna cercando di mettere la parola fine sugli ultimi enigmi ancora irrisolti. A. Pantanali e O. Zorzenon propongono una loro ulteriore interpretazione.

Non sta a noi della redazione avallare questa o quella teoria, noi siamo qui per dare voce a coloro che hanno qualcosa da dire. Il nostro intento è cercare di stimolare la vostra curiosità sottoponendovi nuovi punti di vista, affinchè possiate poi crearvi una vostra personale opinione e magari confrontarvi con chi la pensa diversamente. La redazione ha proposto un articolo riepilogativo che riassume ciò che è già stato scritto sulle sfere di Prosymna e Matelica elencando i pro ed i contro delle varie ipotesi fin'ora divulgate.

In questo numero troverete finalmente la 1° parte della colossale opera di traduzione dal latino eseguita da A. Gunella sulla "Perspectiva Horaria" del Maignan.

Francesco Baggio, tanto per restare in argomento, proprio in questo numero ci propone uno nuovo trigono catottrico adatto alla realizzazione di orologi solari a riflessione.

Riccardo Anselmi ancora sugli orologi solari catottrici ha elaborato un metodo per progettarli come se fossero dei comuni orologi solari piani.

Fabio Savian conclude con la seconda parte il suo complesso studio sui solidi platonici ed archimedei.

De Donà visto il periodo solstiziale che stiamo attraversando ci evidenzia alcune peculiarità del giorno più corto dell'anno.

Ospitiamo inoltre una traduzione di un articolo dello gnomonista olandese H. Hoogenraad che propone una variante dell'orologio solare a filo mobile.

E poi P. Formichetti che ci descrive la storia di un orologio solare ad Exilles (TO), P. Pedrocchi dalla Svizzera italiana con una interessante avventura didattica, G. Litta che ci propone un vecchio dattiloscritto del Fantoni su un orologio solare doppio e A. Gunella con un compendio riassuntivo del trattato di Clavio.

Ma la vera grande novità che troviamo in questo numero e di cui vado molto fiero è che per la 1° volta G. Zuccalà compare su una rivista di gnomonica che non sia una "semplice" raccolta di atti di seminario.

Grazie Pinuccio!

Luigi Massimo Ghia


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